Barone, un’emozione chiamata Ferrari F8

Fabio Barone, pilota e Presidente del Ferrari Club Passione Rossa, emozionato al volante della F8 Tributo 

“Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E immediatamente riesci a correre un po’ più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all’esperienza. Puoi volare molto in alto”. Così diceva Ayrton Senna, tre volte campione del mondo di Formula 1 e uno dei più grandi piloti di tutti i tempi.

Il pilota Ferrari Fabio Barone l’ha capito benissimo: detentore di tre record su altrettante strade di tutto il Mondo, è ora in preparazione del quarto.

Non sono semplici record, ma vere e proprie imprese su tre delle strade più belle (ma anche le più pericolose) del Mondo, come la “Tianmen Mountain Road”.

Ma cosa prova un pilota a guidare dei bolidi su strade come queste?

«Sinceramente – dice Barone – quando mi allacciano le cintura e chiudono le sportello, non penso più a nulla: sono concentrato solo su quello che devo fare, cioè guidare e andare forte. Il momento in cui sono più emozionato e teso è la vestizione, con la tuta e il casco: è un mix di adrenalina e stress».

La paura di “sbattere” contro un muro è sempre presente nella sua mente quando è al volante:«Provo costantemente paura, e – afferma – reputo un folle chi non ce l’ha. Quando guido sono sempre in tensione, ma sono così concentrato che tutto passa in secondo piano».

Ogni pilota di auto o moto, ma anche ogni appassionato ha una pista preferita, una pista in cui vorrebbe guidare tutto il giorno, come in un sogno:«La pista, che per noi non è che una strada, – dice Barone – è la “Tianmen Mountain Road” in Cina: una sequenza di 99 curve mozzafiato, buche, salite, curve cieche e senza guardrail».

“Date a un bambino un foglio e una matita e ditegli di disegnare una macchina: sicuramente la disegnerà rossa” diceva Enzo Ferrari, fondatore dell’omonima scuderia. E uno di questi bambini potrebbe essere Fabio Barone, che già in tenera età amava non solo disegnare le Rosse, ma giocare con i modellini di queste:«Anche perché con il pallone ero un po’ impedito! – ride – Mi ritengo fortunato perché faccio ciò che mi piace, e per questo sono felice».

Come si dice: “La prima volta non si scorda mai!”. Ed è così anche per Barone:«Non mi dimenticherò mai del mio primo record: pensavamo di aver stabilito un tempo di poco più di dieci minuti, invece era di nove minuti e tredici secondi! – esclama – Quel giorno è stato perfetto: ho spinto al limite la macchina, più che potevo».

Qual è la Ferrari più bella? «Penso che ognuno di noi sarebbe in difficoltà a rispondere a questa domanda, perché una Ferrari è bella a priori. – dice Fabio – La migliore che ho mai guidato è forse la F40: ha un livello di difficoltà estremo, tanti, tanti cavalli nel motore, e frena poco!»

Un pilota che è rimasto nel cuore di tutti gli appassionati e che portava al limite la propria macchina era Gilles Villeneuve, tragicamente scomparso in un incidente nel 1982:«Ho avuto la fortuna – dice Barone – di cenare con Rene Arnoux, suo grande rivale ma anche suo grande amico. Mi ha raccontato molti aneddoti che in pochi sanno. Gilles non poteva non andare forte, doveva andare al 110% delle sue capacità, sempre. Forse è per questo – continua – che è rimasto nel cuore dei tifosi e io posso solo paragonarmi da appassionato a pilota, anzi: da appassionato a leggenda».

 

Davide Crudele