Anthropocene, si è chiusa al MAST il 5 gennaio la mostra multimediale degli artisti Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal e Nichola De Pencier con 155.000 visitatori

Edward Burtynsky  
 Phosphor Tailings Pond #4, Near Lakeland, Florida, USA 2012
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© Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto
Edward Burtynsky
Phosphor Tailings Pond #4, Near Lakeland, Florida, USA 2012
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© Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto

La mostra Anthropocene, frutto della collaborazione quadriennale tra il fotografo Edward Burtynsky e i registi Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, allestita per la prima volta in Europa, al MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) di Bologna, dal 16 maggio 2019 al 5 gennaio 2020, è stata visitata da 155.000 persone.
Il progetto, basato sulla ricerca del gruppo internazionale di scienziati Anthropocene Working Group impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall’attuale epoca geologica – l’Olocene – all’Antropocene (dal greco anthropos, uomo), documenta i cambiamenti che l’uomo ha impresso sulla terra e gli effetti delle attività umane sui processi naturali attraverso la combinazione di arte, cinema, realtà aumentata e ricerca scientifica.
La mostra multimediale è stata una mèta per le scuole di Bologna, dell’Emilia-Romagna e non solo: 15.500 gli studenti coinvolti, soprattutto di istituti secondari di primo e secondo grado, che hanno effettuato 600 visite guidate curate dai mediatori culturali della Fondazione MAST. Per i più piccoli e per le famiglie sono state organizzate attività didattiche specifiche tra cui workshop e proiezioni.
Sono state 620 le visite guidate organizzate per il pubblico, curate dai mediatori culturali della Fondazione MAST, cui hanno partecipato 15.800 persone.
È stato parte integrante della mostra il pluri-premiato film “Anthropocene: the Human Epoch” (ANTHROPOCENE: l’Epoca Umana), codiretto dai tre artisti e narrato dal premio Oscar Alicia Vikander. Terzo capitolo di una trilogia che include Manufactured Landscapes (2009) e Watermark (2013), il film testimonia un momento critico nella storia geologica del pianeta, proponendo una provocatoria e indimenticabile esperienza dell’impatto e della portata della nostra specie. Il film, che è stato proiettato tutti i giorni al MAST.Auditorium, è distribuito in Italia da Fondazione Stensen e Valmyn.
La mostra è stata completata nel corso dei mesi dai MAST. Dialogues on Anthropocene: 77 tra talk, incontri e proiezioni (quest’ultime in collaborazione con Cineteca di Bologna, Human Right Nights e Fondazione Stensen).
Appuntamenti gratuiti aperti al pubblico con scienziati, antropologi ed esperti, dedicati all’ambiente e al cambiamento climatico.
“Ci dispiace salutare Anthropocene alla Fondazione MAST – dichiarano Edward Burtynsky, Jennifer Baichwal and Nicholas de Pencier -. Siamo molto grati alla signora Seràgnoli, a Urs Stahel e a tutto il team del MAST per aver dato vita alla mostra, a Bologna, in un modo così incredibile. Ci fa sperare sapere che questo progetto abbia avuto un grande impatto su visitatori di tutte le età e che continuerà a far crescere la consapevolezza su
temi diventati urgenti in tutto il mondo”.
La mostra è stata co-curata da Urs Stahel, che cura sia la PhotoGallery sia la collezione di Fondazione MAST, Sophie Hackett e Andrea Kunard rispettivamente curatrici della Fotografia dell’Art Gallery of Ontario di Toronto e della National Gallery of Canada di Ottawa.
“Anthropocene era stata pianificata per 4 mesi ed è durata 8 mesi, senza mai registrare un calo del numero di visitatori. Le code per visitarla si sono allungate sempre di più nelle ultime settimane e negli ultimi giorni.
Stupefacente, sorprendente e inaspettato. Un anno fa immaginavamo che il tema del clima sarebbe diventato sempre più dominante, ma in pochi mesi tutto è cambiato: è arrivata Greta, sono iniziate le manifestazioni Friday for Future e nell’opinione pubblica è cresciuta la consapevolezza sui temi legati all’ambiente al cambiamento climatico, che sono al centro della mostra e del film”, commenta Urs Stahel.
Anthropocene, esplorando gli effetti delle attività umane sul Pianeta, si è inserita nel progetto artistico della Fondazione MAST che dal 2013 conduce una riflessione approfondita sul rapporto tra l’uomo e il mondo del lavoro attraverso esposizioni di fotografia [tratte dalla collezione di Fondazione MAST o provenienti da musei, archivi e raccolte private], che raccontano il settore produttivo, le comunità dei mestieri e l’occupazione in genere.
Anthropocene ha debuttato in Canada nell’autunno del 2018 con il film “Anthropocene: The Human Epoch” proiettato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e con la mostra allestita in contemporanea all’Art Gallery of Ontario di Toronto (AGO) e alla National Gallery of Canada di Ottawa (NGC) organizzata in partnership con la Fondazione MAST. La mostra si sposta ora al Museo Marittimo e della Tecnologia di Malmö, in Svezia, dove inaugurerà il 15 febbraio.
Il MAST (Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia) è un luogo di condivisione e collaborazione che ospita diverse attività tra cui la PhotoGallery, che con la propria collezione di fotografia industriale e del lavoro curata da Urs Stahel e con l’allestimento di mostre temporanee, è oggi l’unica istituzione al mondo dedicata alla fotografia del lavoro.
MAST.
via Speranza 42, Bologna
www.mast.org

Edward Burtynsky  
 Makoko #2, Lagos, Nigeria 2016
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© Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto
Edward Burtynsky
Makoko #2, Lagos, Nigeria 2016
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© Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto