Caffè Alzheimer a Vercelli e Valsesia, partecipanti in aumento

Varallo, 16 Gennaio 2020Si susseguono gli incontri del ciclo “Caffè Alzheimer”: dopo l’Osteria del Moro a Borgosesia, oggi 16 gennaio è stata la volta del Centro Anziani “Cà dal Dì” di Via Marconi a Vercelli. In entrambi i casi si è registrata una buona partecipazione di pubblico, che per gli organizzatori è il segnale di aver intrapreso la giusta strada: «A Borgosesia abbiamo riconfermato i numeri dello scorso anno – spiega l’Assessore Francesco Nunziata, che è responsabile per l’Unione Montana dei Servizi Socioassistenziali – mentre a Vercelli, con l’incontro di oggi, abbiamo raggiunto una cinquantina di persone, con un aumento considerevole di partecipanti rispetto alle edizioni precedenti. Questo vuol dire che l’interesse, ed il bisogno delle famiglie, è reale e concreto».

Come è stato a Borgosesia il 9 gennaio, anche oggi a Vercelli si è parlato di “Medicina Narrativa” con la relatrice dott.ssa Roberta Ramazzina, introdotta dalla dottoressa Irene Orsi dei Servizi Sociali dell’Unione Montana: «Dalla Valsesia a Vercelli si sta riscontrando grande sensibilità su questa tematica – aggiunge Francesco Nunziata – sono diversi i siti che ci hanno dato disponibilità per ospitare gli incontri e la convenzione tra Unione Montana e Comune di Vercelli sta dando ottimi frutti. I nostri operatori seguono passo passo le operazioni, ed in particolare la dottoressa Irene Orsi non solo ha introdotto l’incontro di oggi, ma sarà a Vercelli anche per il prossimo “Caffè Alzheimer”, in programma per il 30 gennaio, nel quale la relatrice sarà una logopedista che tratterà il tema “Linguaggio e deglutizione”».

(Associazione Vercellese Malati di Alzheimer) in Via Forlanini, 2. Seguiranno presto altri appuntamenti in Valsesia: «Il nostro obiettivo è far conoscere questa malattiaspiega ancora l’Assessore Nunziata – che provoca un lento declino delle capacità di ricordare, pensare e ragionare. Purtroppo l’Alzheimer è in aumento e l’età dei malati sempre più bassa: è necessario che la società ne prenda consapevolezza e che i servizi sociali siano attrezzati per rendere migliore la vita dei malati e delle loro famiglie. Per questo rinnovo il mio invito a tutti coloro che stanno vivendo questo problema – conclude – è importante fare rete per non lasciare soli coloro che stanno vivendo questa difficile realtà. Partecipare agli incontri fa bene, è dimostrato, quindi invito tutti a partecipare senza timori o ingiustificato pudore».