Annuncio del ministro Cingolani di un possibile aumento del 40% dell’energia elettrica

Caro bollette, Locarni: cronaca di una stangata annunciata. Occorre aiutare famiglie bisognose e agire con pragmatismo, a partire dal PiTESAI 

L’annuncio del ministro Cingolani di un possibile aumento del 40% dell’energia elettrica ha avuto l’effetto di una bomba. Bene ha fatto il Ministro a dire la verità, fattore essenziale per decidere cosa fare e per farlo bene.

Quel conto salato e temuto, insomma, la transizione ecologica ce lo sta già sottolineando. Le cause dell’aumento di luce e gas sono note: crescita inevitabile dei prezzi della C02 nella corsa affannata alla decarbonizzazione per contrastare i cambiamenti climatici, parrebbe  importare poco che  l’Europa sia responsabile del ‘solo’ 9% delle emissioni, e incremento di quello del gas naturale per la forte crescita della domanda legata alla ripresa economica mondiale, soprattutto dell’est asiatico, che peraltro rischia anche di lasciarci poche scorte negli stoccaggi con l’inverno alle porte.

A dispetto dei molti che lo vorrebbero levare di torno, il Gas naturale conferma quindi sia il proprio ruolo strategico nel mondo, sia quello di accompagnamento alla transizione energetica. Quello che scatterà dal primo di ottobre è il secondo aumento dopo quello del 3° trimestre. Non sarà isolato ma probabilmente strutturale e colpirà tutti: famiglie e attività economiche. Il Governo sta cercando di intervenire con ogni sforzo pur di calmierare gli aumenti, ma occorrono tante risorse che sarà difficile reperire. Il tesoretto dei proventi delle aste della CO2, impiegato a luglio con 1,2 miliardi, è quasi al limite della disponibilità. Sarà molto difficile dunque correre ai ripari nell’immediato, ed è probabile che il peso degli aumenti graverà soprattutto sulle imprese già in difficoltà per la crisi economica post-covid.

È doveroso in questo scenario intervenire almeno per alleviare i contraccolpi della stangata sulle famiglie bisognose, aumentando per un periodo gli sconti in bolletta di luce e gas attraverso un potenziamento del bonus sociale.  Questa situazione ci deve portare finalmente a riflettere con pragmatismo, bandendo l’ideologia ortodossa ambientalista, su come portare avanti la transizione ecologica contemperando la sostenibilità ambientale con quella economica e sociale.

Ragionando senza dogmi con una seria riflessione, altrimenti ci stiamo condannando ad un futuro molto cupo sia dal punto di vista sociale che economico. In proposito, visto l’approssimarsi dell’approvazione del PiTESAI, è giunto il momento di interrogarsi sulle georisorse nazionali: i nostri giacimenti di gas naturale li vogliamo sfruttare o no? La Lega ne sottolinea da tempo la necessità per ridurre la dipendenza energetica dall’estero.

Gli aumenti in bolletta dimostrano che non è più possibile ignorare tali temi, importando irresponsabilmente tutto il gas naturale che ci è necessario tramite metanodotti e metaniere, pagandolo a peso d’oro, emettendo,alla faccia della tutela dell’ambiente, molti più gas climalteranti e legandoci mani e piedi ad un sempre più rischioso scacchiere geopolitico.