Dall’Amuchina alle mascherine, dalla pasta al pomodoro: gli acquisti che non vi salveranno

Novara. In rete si può trovare davvero di tutto, senza scendere troppo nella dark net, i social sono pieni di collegamenti ipertestuali che rimandano a siti di dubbia garanzia dove poter acquistare mascherine o repellenti antivirali. Cavalcando l’onda del contagio la popolazione di tutta la nazione ha dato l’assalto a farmacie e rivendite autorizzate esaurendo le scorte di alcuni prodotti, come avessero un qualche potere taumaturgico nel contrastare l’epidemia.

 

Abbiamo fatto un giro nei supermercati e nelle farmacie di Novara, ma non solo, domandando quali prodotti fossero esauriti, da quanto tempo lo fossero e le tempistiche di fornitura. «Non so cosa dire – risponde la prima intervistata, dipendente di una farmacia non centralissima – tutte le mascherine ed i disinfettanti sono esauriti da ieri (lunedì 24 febbraio) e non sappiamo quando saranno nuovamente disponibili».

Un’altra farmacista ammette con un certo riserbo: «stiamo faticando molto a soddisfare l’enorme domanda a cui siamo stati sottoposti nelle ultime quarantotto ore, ci giungono richieste in massa ed alle volte sembra che i clienti vadano via come se gli avessimo mentito».

Una mi ha lasciato scrutare il terminale delle domande inoltrate ai fornitori, accanto alla cui richiesta appariva uno spazio rosso con la scritta “esaurito”. Spostandoci verso la centrale piazza Cavour, un cartello posto all’interno della farmacia Chiabrera parla da solo: «mascherine esaurite».

Nulla di nuovo presso la farmacia Fanello, la cui dipendente spiega: «mascherine e Amuchina? Bella domanda! Le mascherine le abbiamo già esaurite da alcuni giorni, mentre i gel per le mani, una volta venduti da ieri, abbiamo provato a sostituirli con delle salviette igienizzanti, purtroppo anche esse terminate».

La situazione non cambia nei supermercati. Il Carrefour di corso Risorgimento ha esaurito tutte le scorte di Amuchina e, nonostante siano state riposizionate sugli scaffali, le persone gli hanno dato l’assalto esaurendole in poco tempo. Tra i disinfettanti, scaffali vuoti anche presso Conad e Caddy’s i cui responsabili comunicano una nuova, seppur piccola fornitura, entro giovedì.

 

Non solo prodotti farmaceutici e parafarmaceutici vengono presi d’assalto, infatti ad esempio il Carrefour di viale Giulio Cesare ha riscontrato grandi acquisti di pasta e prodotti in scatola. Davide Crudele ci ha fatto notare come all’Esselunga di corso Vercelli ed all’Ipercoop di Santa Rita le persone abbiano fatto incetta di uova, pasta e lievito.

 

Scarsità, soprattutto di mascherine e detergenti, si registra in tutto il Piemonte e Lombardia, toccando anche zone del sud Italia. Il fenomeno ha assunto i caratteri di una psicosi collettiva in cui l’essere umano resuscita il proprio istinto primordiale agendo come conseguenza del comportamento del proprio vicino.

Non siamo di fronte alla paura del virus ma alla sua paranoia, ovvero al pensiero che potremmo esserne toccati, sviluppo di un delirio cronico che evolve esponenzialmente all’aumentare delle notizie di nuovi pazienti infetti.

Così rinascono i riti, le scaramanzie, la voglia di imitare chi ci è vicino e sopraffarlo, per cui se Caio ha comprato dieci uova e Tizio ne ha acquistate venti, Sempronio ne cercherà cento, in un fittizio scenario di lotta per la sopravvivenza.

 

Tuttavia, non è questo il nostro caso, la preistoria l’abbiamo lasciata alle spalle da un pezzo, e le stesse epidemie del passato dimostrano che fare incetta di beni non salva nessuno. Darsi all’acquisto inutile e sconsiderato di risorse sul mercato non fa che provocarne penuria con conseguenza un ulteriore rimbalzo dei prezzi.

In molti in questi giorni stanno denunciando un’esponenziale salita del valore dei generi menzionati, che online hanno assunto cifre da capogiro, tra la truffa e l’aggiotaggio.

Tuttavia, tutte le farmacie ci hanno dimostrato che i prezzi a cui stanno vendendo la propria merce non sono cambiati rispetto a qualche settimana fa.

La farmacista che ci ha mostrato il terminale delle forniture ci ha riferito che molte persone li accusano di aver rialzato i prezzi, ma tutto ciò non corrisponde al vero.

I veri rincari si sono verificati sui mercati digitali, in cui persone, non autorizzate alla vendita stanno cercando di vendere piccoli stock di prodotti (specialmente mascherine ed Amuchina), aggirando le norme in materia di vendita al dettaglio.

 

In rete c’è anche chi si è augurato che il Codacons, il quale nella giornata di ieri ha presentato una denuncia presso la procura di Roma per sanzionare i rincari presso i rivenditori online, faccia pressione sul Governo per imporre un calmiere.

Al contrario, la microeconomia, la storia e il buonsenso ci insegno che il calmiere, ovvero la determinazione del prezzo minimo, è quanto di più inutile un governo possa fare in certi momenti. Infatti, un tale provvedimento colpirebbe soltanto i rivenditori al dettaglio, che tuttavia non sono colpevoli di tali aumenti.

 

Una studentessa, che ci ha chiesto di rimanere anonima, ha denunciato: «Soffro di una immunodeficienza primaria e dovrei limitare al massimo il rischio di contrarre infezioni; tuttavia non trovando mascherine sono costretta ad usare la sciarpa in sostituzione, ma non serve a molto».

 

Inoltre, sebbene le mascherine risultano esaurite, notiamo che pochissime persone le utilizzano: « Qual è lo scopo per cui fare incetta di qualcosa di cui non si ha immediato bisogno, togliendola invece ha chi ne ha un bisogno vitale?». Addirittura, sembra che lo stesso CDC di Novara abbia difficoltà a fornire ai propri dipendenti camici e mascherine idonee, nonostante il netto aumento di pazienti visitati negli ultimi giorni, ci spiega un fonte interna.

 

Ci stiamo facendo prendere da una grande paura, generata dall’ossessione per le notizie dei morti, dei guariti e dei contagiati, da una televisione che non è un filtro di messaggi ma, come sosteneva Pasolini, “un centro elaboratore di messaggi, (amplificatore) di una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare”.

 

Vito Nardulli