Il Sindaco del novarese in marcia verso Roma – la lettera

Ho deciso di intraprendere questa simbolica “Marcia su Roma” assolutamente pacifica rivestendo il duplice ruolo di ristoratore e di Sindaco.
Sono le 03.31 di questo Giovedì 30 Aprile, la 54esima notte passata in bianco. Una vita di sacrifici cancellata in un attimo, in un decreto. Questo mio gesto non vuole essere assolutamente irriguardoso nei confronti delle tante vittime (sì uso la parola vittime) di questa terribile tragedia mondiale e dei loro familiari. Essere Sindaco in questo periodo storico è l’unica cosa che mi ha tenuto vivo. I grazie dei miei concittadini per quanto fatto da noi amministratori (siamo una squadra unita e affiatata) mi hanno riempito il cuore di gioia in questo terribile momento. Ma non è di questo che voglio parlare.
Torniamo al duplice scopo di questo mio viaggio. Sto andando a Roma perché ho giusto un paio di domande a cui penso di avere diritto ad avere una risposta. Come dice il detto “Chiedere è lecito, rispondere è cortesia”… scusate se magari salto “di palo in frasca”, ma 54 notti insonni, la disperazione da imprenditore e il dolore da Italiano, non aiutano di sicuro ad essere lucidi e ordinati. “Spostamento per comprovate
necessità lavorative”. Scriverò questo sulla mia autocertificazione sperando che questa quarta versione non passi di moda e non venga nuovamente sostituita in questi giorni. Sto facendo una consegna a domicilio. Una birra che mi è stata ordinata da un cliente di Roma. E’ il mio lavoro!!!!
Altro scopo???? Voglio restituire fisicamente i 600,00 € che ho ricevuto guardando
negli occhi il Primo Ministro Conte.
Qualche numero veloce: 2.100,00 € di affitto per il locale; 500,00 € per casa; 10 dipendenti (ho anticipato loro anche 300,00 € a testa dal TFR, perché la cassa integrazione ad oggi ancora non l’hanno vista. La spesa non si fa coi “pagherò”); 1.800,00 € di finanziamento al mese per l’attività, che la banca continua inesorabilmente a prendersi; fornitori da pagare; assicurazione; rate autocarro; un figlio; 540,00 € di mantenimento. E dopo 54 giorni???????? 0 (zero) € sul conto che se dovessi non riaprire il ristorante, diventerebbero, tra TFR, dipendenti, fatture, e
varie – (meno) 107.000,00 € senza contare le tasse 2019 e 2020.
Qualche capoccione lì a Roma penserà che sono un pessimo imprenditore e che quindi forse è meglio che chiuda. Ecco… una altro scopo di questo viaggio. Farmi portavoce di tutti noi “pessimi imprenditori” che però diamo da lavorare all’Italia. Io ho sei dipendenti fissi e 4 extra a chiamata che vivono grazie alla mia “incapacità imprenditoriale”. E ci avete dato questi 600,00 € gongolandovi come dei pavoni in amore. Un triste paragone??? Pronti… come andare in Biafra e dare una merendina ad uno di quei bimbi pieni di mosche che si vedono in quei terribili spot televisivi per le donazioni vantandosi con quel gesto di aver loro salvato la vita. Ecco… i 600,00 € sono per noi, sì non per me, parlo per noi tutti, come quella merendina. Teneteveli! Ed usateli meglio. Nel triste conteggio delle vittime che ogni giorno rendete pubblico (solo dei numeri, noi italiani siamo diventati per voi ormai solo dei numeri) va aggiunto l’enorme numero delle persone che a causa di questa pandemia e delle vostre assurde
decisioni prese, hanno già deciso o decideranno di togliersi la vita avendo perso tutto.
E ci sono. Esistono. Hanno nomi e volti. E 2 li conoscevo. Una cosa ridicola è che i 600,00 € li avete dati anche a chi in questo momento e GRAZIE a questa situazione non ha mai lavorato e guadagnato così tanto in tutta la sua vita. Andava fermata tutta l’Italia subito per 20 giorni. 10 marzo-31 marzo. Tutti fermi, tutti a casa, chiuso tutto, anche i supermercati e forse a quest’ora tutto questo sarebbe stato solo un ricordo. Ristoratori, parrucchieri, estetiste… e pochi altri… Ci avete e ci state trattando come “Untori ai tempi dei Promessi Sposi”. Il primo elenco dei codici ATECO delle attività che potevano continuare a lavorare era lungo quanto il decreto.
Ridicolo!!!!!!
Altra cosa… il continuo posticipare questa fantasmatica apertura prima al 3 Aprile, poi al 12, poi al 14, poi al 28, poi al 4 Maggio, poi al 18 Maggio, ora al 4 Giugno… Così facendo è impossibile organizzarsi. Qualcuno del mio settore ha cominciato le consegne a domicilio, ma è un mero palliativo che non copre neanche le spese e che allunga solamente questa terribile agonia in cui siamo precipitati. Io (ma parlo a nome di tutti) nel mio locale bavarese non vendo solo buon cibo e ottima birra. Offro emozioni, offro un’esperienza da vivere. Al ristorante ed in birreria si parla, si ascolta musica, ci si dimentica per qualche mezz’ora dei propri problemi, si socializza.
Poi si mangia e si beve… diventa quasi un contorno il buon cibo. E i paletti assurdi che volete mettere per le riaperture? Possibile che nessuno pensi a questo? Che nessuno pensi a noi? Che nessuno abbia una parola di conforto nei nostri confronti durante le sue pompose e autoritarie dirette Tv? Ma soprattutto, che nessuno ci aiuti seriamente???? Giusto due domande, Giuseppe, due solo due. Dieci minuti me li devi.
E come Sindaco? Perché vado a Roma come Sindaco??? Anche qui riassumo. Sono il
Sindaco di Divignano (NO) un paesino di 1404 abitanti. Un Sindaco tatuato… Sicuramente originale… il Sindaco in infradito… non porto mai le scarpe (queste per il viaggio le ho prese in prestito a mio figlio). Ma io, Luciano il mio Vice, Filippo l’Assessore e tutti i consiglieri ci facciamo in quattro per la nostra Comunità. Sì Comunità con la C maiuscola. Abbiamo trasformato un paese come tanti in una comunità unita. In questi tre anni di avventura amministrativa ci siamo veramente impegnati, abbiamo fatto tesoro delle critiche e fatto nostri i consigli ricevuti.
Risultato? Siamo diventati una Comunità. I nostri consigli comunali??? Mai meno di 150 persone. Consigli comunali a cui segue sempre un’assemblea aperta durante la quale viene data la parola ai cittadini. Assemblea che ha sempre un finale alcolico. Sì. Via un po’ di ipocrisia. Un po’ di alcol unisce e scalda i cuori. Ecco… da Sindaco riporto il malessere e la preoccupazione dei miei concittadini e dei pochi piccoli imprenditori rimasti nel mio paese. Abbiamo ricevuto, grazie al Fondo di solidarietà alimentare 9.782,00 € con i quali abbiamo aiutato, distribuendo loro dei buoni spesa, 61 nuclei familiari per un totale di 183 persone. Un grande aiuto. E’ vero. Sicuramente più dei 600,00 € dati alle partite iva. Ma le persone che ancora non lavorano per colpa del virus sono tante e mangiano ogni mese, non una tantum. Avrei molto di più da dire… da scrivere… e spero in questi giorni di cammino di riuscire a dare un ordine a tutti i miei pensieri e che la stampa mi dia la possibilità di renderli pubblici. Spero veramente di diventare il portavoce di tutti coloro che in questo momento si sentono mal
rappresentati e mal tutelati da chi due anni fa aveva promesso in campagna elettorale di farlo. Spero anche di arrivarci a Roma. Non mi sono allenato mesi per farlo e ho un ginocchio ahimè andato a causa di uno “stage diving” mal riuscito durante l’Oktoberfest 2019. Dove dormirò? Dove mangerò? Bah… ci penserò strada facendo.
Spero nella solidarietà degli italiani. Mangio poco. Una brandina in un garage dove deciderò di fermarmi la notte e una tinozza d’acqua per lavarmi andranno benissimo.
Ah dimenticavo… e una birra… possibilmente bavarese (evitate le weiss e le artigianali ahahaha). Spero di conoscere tutti i Sindaci dei Comuni da cui passerò, con l’augurio che mi accompagnino nell’attraversamento dei loro paesi così che diventi spunto per un confronto con loro, sulla gestione di questa emergenza. Non sono per nulla tecnologico e poco social, ma so che qualcuno mi supporterà in questo. Bene!!!! Lunedì si parte!!!
Buon viaggio Gilu!
Gilu Bacchetta
Sindaco di Divignano (NO)
Ristoratore titolare della birreria bavarese Edelstube di Pombia (NO)

Gianluca Bacchetta, Sindaco di Divignano e titolare del ristorante e birreria bavarese Edelstube